Non serve battere i colossi: serve essere il primo nel raggio di venti chilometri, per le tre cose che sai fare meglio.
«Su Google non ci arrivo mai, ci sono i grandi». È vero solo a metà. Se vendi la stessa cosa in tutta Italia, sì: è una guerra con budget che non hai. Ma se il tuo cliente sta a venti chilometri da te, la partita è un'altra — ed è una partita che si può vincere.
La gente non cerca il tuo mestiere: cerca il suo problema
Il primo errore è scrivere sul sito le parole che usi tu. Tu sei un «serramentista»; la gente scrive «cambiare finestre casa Padova» oppure «quanto costa una zanzariera». Sono ricerche diverse, e quasi sempre quelle vere valgono di più.
Il lavoro comincia da lì: guardare cosa cerca davvero la gente nella tua zona, e quanto. Sono dati pubblici. Da lì si scelgono tre o quattro cose su cui vale la pena essere primi, e si lascia perdere il resto. Meglio primi su poco che ventesimi su tutto.
Una pagina per ogni cosa che fai
Il sito con una sola pagina «Servizi» che elenca dodici voci non si posiziona per nessuna delle dodici. Google cerca di dare, a chi fa una domanda precisa, la pagina che risponde a quella domanda precisa. Se fai zanzariere, tapparelle e porte blindate, servono tre pagine — scritte bene, non copiate una sull'altra.
La scheda dell'attività vale quanto il sito
Quella cosa che compare a destra su Google, con orari, foto e recensioni, è gratis e in molti mestieri porta più telefonate del sito stesso. Serve tenerla viva: orari giusti anche nelle feste, foto vere (non quelle del catalogo), rispondere alle recensioni — anche a quelle storte, soprattutto a quelle. Chi legge guarda come rispondi, non cosa ti hanno detto.
Le recensioni: chiederle non è vergognoso
La maggior parte dei clienti contenti non lascia una recensione perché non ci pensa, non perché non voglia. Chiederla, al momento giusto e con garbo, è la cosa a più alto rendimento che puoi fare in mezz'ora di lavoro. Un'attività con quaranta recensioni vere e recenti batte quasi sempre una con quattro di tre anni fa.
Quanto ci vuole
Qui bisogna essere onesti: mesi, non settimane. Le prime cose si muovono in genere fra il secondo e il quarto mese, e dipende da quanto è affollato il tuo settore. Chi ti promette la prima posizione in due settimane sta vendendo fumo, e spesso lo fa con la pubblicità facendola passare per posizionamento.
E la pubblicità?
La pubblicità a pagamento fa una cosa che il posizionamento naturale non fa: porta contatti domani. È utile quando apri, quando lanci una cosa nuova, quando c'è stagione. Ma si spegne il giorno che smetti di pagare. Le due cose insieme funzionano: la pubblicità copre l'attesa, il posizionamento tiene quando la spegni.
Come si capisce se sta funzionando
Non dalle visite. Dalle richieste: telefonate, moduli compilati, messaggi. Se ogni contatto arriva con scritto da dove viene, dopo tre mesi sai dove mettere i soldi e dove no. Senza quello si naviga a sensazione, e la sensazione si sbaglia quasi sempre.
Se vuoi sapere dove sei adesso, te lo guardiamo gratis: posizioni, scheda Google e concorrenti della tua zona. E se stai già andando bene te lo diciamo.

